domenica 21 febbraio 2016



guida colli euganei vespa px


Ritorna la banconota da cinque euro





Quella di oggi è stata una giornata invernale come non se ne vedevano da tempo. Sole e temperature miti assolutamente fuori stagione. Quasi un anticipo di primavera.
Da settimane dovevo fare la manutenzione “veloce” alla Vespa, un rabbocco di olio, un controllo dei livelli e rimozione del tanto odiato parabrezza. Un rito che si ripete di anno in anno. Resta montato il paragambe, per toglierlo aspetterò il più dolce aprile. In questi giorni fa ancora comodo un po' di protezione in più contro il freddo non pungente di questo inverno a “mezza manica”.
Provando su strada il mezzo dopo mesi di semi-inattività m accorgo che la leva del freno anteriore ha troppa escursione. Se fosse un vecchio PX basterebbe tirare adeguatamente il relativo cavo ma... la mia ha il freno a disco. Rientro veloce in Garage/officina e in venti minuti cambio il liquido freni con successivo spurgo di bolle d'aria dal circuito idraulico. Ora è ok per un altro paio d'anni.
Una spolverata generale alla carrozzeria ed è già ora di pranzo. Il pranzo. Quello della domenica in famiglia. Fra una portata e l'altra penso già alla meta della prima zingarata del 2016: Monte Madonna a Teolo.
Ma non una vera e propria zingarata perche, ahimè, tutti gli altri zingari hanno i mezzi coperti dal telo in attesa di periodi migliori. Me ne rendo conto ed esco lo stesso. Appena accendo il motore, romboso come sempre, mi accorgo che la spia della riserva è talmente luminosa che mi abbronza.
Prima tappa: fare rifornimento. Con piacere vedo che riesco a fare mezzo pieno con cinque euro. Il tanto, troppo prezioso liquido non è più caro come un paio di anni fa ed il portafogli ringrazia. Riaccendo il mezzo ricordando la quota di 1,80 €/litro del 2014 e subito mi ritrovo con la Vespa in statale Adriatica verso le uniche “altitudini” a me vicine, i colli Euganei.
Il traffico è importante, sembra che in molti abbiano avuto la mia stessa idea... Giornata azzeccata per una gita fuori porta. Per forza! Quattordici sono i gradi che segna il termometro sotto l'insegna di una farmacia. Ed in cielo un sole ti invita ad uscire di casa.
Lascio Monselice alle spalle ed imbocco la strada per Galzignano. Da lì a Teolo il tragitto è piacevole, le curve si susseguono ai rettilinei, molto bello il percorso ad est degli Euganei. Affronto la strada con quell'andatura tranquilla che la Vespa impone. I vespisti in strada sono rari, molto rari, anzi... introvabili.
Dove siete anime prave? A lustrare cromature?
Anzi, no, un “vespista” senza marce mi taglia la strada in una rotatoria. Unica presenza del marchio di Pontedera, oltre la mia, in quest'assolato pomeriggio invernale.
La freccia con “Teolo 10 km” indica la direzione da prendere ad un bivio e subito mi inerpico per i tornanti che portano alla ridente località. Pochi a dire la verità, da affrontare in seconda e terza per il mio plebeo ma originale 125. Al “Trofeo della montagna” trovo un assembramento di motociclisti tale da non trovare immediato spazio per parcheggiare il mio nero destriero. Sgomito un po' e mi ritaglio un bordo strada fra una Kawasaki e una Honda cilindrata... millemila. Molto, troppo diverse dalla mia Vespa. Difficile possa diventare cultore di quei marchi un giorno. Non seguo la filosofia della piegata ad oltranza.
Due ciclisti sono vicini a me, e parlano della loro cima Coppi di oggi: Monte Madonna. Sento “...croce e delizia, quando arrivi sei soddisfatto... ma quanta fatica...”.
Bene, oggi sarà anche la mia cima Coppi!
Salgo in sella e accendo il due tempi.
Prima marcia, ed inizio la salita. Seconda, terza, seconda, terzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, stock, seconda e si ridà respiro al motore. Certi tornanti del “muro” impongono una bella prima.
Arrivo alla chiesetta in cima al monte e trovo un altro vespista di Vicenza. Si parla del più e del meno e si finisce a parlare un po' della nostra biga (cit. Elio e le storie tese). Poi lui scende in pianura ed io resto per un paio di foto

Guardando verso la pianura

I colli assolati

Tornante verso la cima


Riaccendo il bolide e vado dove mi porta il... freno motore. La discesa non è lunga ma richiede attenzione.
Imbocco soprattutto quelle strade che non ho mai fatto, quelle che non so dove portino. In stile zingaro... Amici miei!

Paesaggio

Strada a fondovalle

Alla fine di una di queste trovo un bar stile “paese di campagna”. Perlinato alle pareti ed un arredamento in stile anni '70 avvolgono una barista quasi stupita di vedere una nuova faccia fra i soliti avventori. Ordino un decaffeinato, lo sorseggio leggendo due righe di cronaca, pago, saluto e me ne vado. L'insolita primavera mi sta aspettando.
Con due sgasate mi avvicino a Torreglia. E, lungo la strada noto la bella Villa dei Vescovi. Una foto all'entrata centrale è d'obbligo.


Entrata di Villa dei vescovi


Ed oltre il portone non un giardino ma... vigneto. Il business del settore enologico la fa da padrone nei colli Euganei. Il made in Italy esige il suo tributo di sangue , anzi... di terra. E se è adatta per il Glera- Prosecco meglio ancora!
Dopo tanto girovagare è arrivato il momento di tornare a casa. L'ultimo colle è quello di Monticelli,

Guardando Monticelli


Lo lascio alla mia sinistra e proseguo verso Rovigo. Il sole sta tramontando con la sua luce particolare che dà alle cose. Sento l'aria raffreddarsi tanto da costringermi a indossare i guanti.
Ad un semaforo rosso a Stanghella vengo affiancato da una spider. E le cose che penso sono proprio quelle che pensa Nanni.


E so che per un istante che dura da molto tempo faccio parte di quella minoranza.

Qualche cosa insegna quel film, tante cose insegna la vita ed il viaggiare in Vespa.

Enrico